Il Kimera International Film Festival nasce come festival di cortometraggi, creato dal Cineclub Kimera di Termoli, aprendosi solo in seguito ai lunghi.

Le prime edizioni, infatti si chiamano La Notte Dei Corti Viventi (14/6/2003), L’Alba dei Corti Viventi (21-22/5/2004), Il Giorno dei Corti Viventi (6-7/5/2005), La Terra dei Corti Viventi (18-20/5/2006), un evidente omaggio all’allora tetralogia del Maestro della decomposizione su celluloide George A. Romero. La spinta è però forte e già nell’ultima edizione dei Corti Viventi si affaccia un lungometraggio, Go West del Maestro Ahmed Imamovic, in quella occasione Presidente della Giuria e, caso forse unico, premiato con una pellicola fuori concorso. Ma Go West, e più in generale il cinema di Imamovic, meritano di sicuro anche più ampi riconoscimenti.[/divider]

Si avverte evidente l’esigenza di crescere ma c’è ancora amore per i Corti Viventi e così, dall’anno successivo, nasce il Festival Internazionale del Cinema (16-19/5/2007), Il Ritorno dei Corti Viventi, una edizione che vede tra gli ospiti l’attrice britannica Kathe Fahy, moglie del magnifico Jonathan Pryce, ma anche il regista action statunitense Jeno Hodi, la programmatrice cinematografica ucraina Nadia Zavarova (direttamente dal prestigioso festival Molodist di Kiev) ed il marionettista francese Alessandro Gazzara, nipote del compianto Ben. Sullo schermo del Kimera, viene anche battezzata Alba C. Rohrwarcher, al suo primo film di rilievo Kiss Me Lorena, dei vulcanici (e labronici) Licaoni.

Tempo un anno e anche il nome trova una sua definitiva stabilità, nasce quindi il Kimera Film Festival (28-31/5/2008). Sin dalle prime edizioni “casa” del Festival è sempre stato il cinema Alphaville di Campobasso, una geniale intuizione dell’allora Assessore alle Politiche Giovanili del capoluogo Michele De Santis, che da subito ha sostenuto, molto concretamente, l’iniziativa. Sempre nell’edizione 2008 viene tentato l’esperimento del doppio schermo, con apertura (28/5/2008) nel gioiello creato da Stefano Sabelli, il Teatro del Loto di Ferrazzano, e serate successive  (29-30-31/5/2008) presso “casa” Halphaville. Si distingue la “follia” del giurato Marc Hartmann, giunto da Stoccarda a Campobasso in sella alla sua motocicletta per “riportare in Germania la Coppa del Mondo di calcio“, Coppa del Mondo che, naturalmente, a Campobasso è stata vista solo in TV.

L’esperimento è stato ripetuto anche nel 2009 con il Kimera Film Festival (12 e 16/5/2009 Ferrazzano; 13-14-15/5/2009 Campobasso) con un buon risultato anche di pubblico e di attenzione. Ospite di rilievo della kermesse sarà Luca Verdone, regista e fratello di Carlo, ma mattatore sarà Nico Cirasola col suo Focaccia Blues, fuori concorso. Sempre fuori concorso anche il film evento Shooting Silvio del regista abbruzzese Berardo Carboni. In giuria, invece Alessandro Izzo dei Licaoni, che consolidano il loro legame, non solo professionale con la manifestazione molisana.

Nel 2010 cambio politico al Comune di Campobasso e, guarda caso, inizio dei veri problemi per il Kimera International Film Festival (19-22/5/2010). Nasce il logo così come lo si conosce oggi, opera del grafico campobassano Gianpiero Scauzilli. Cambio anche di location, presso la Palladino Company di Campobasso e giuria composta, tra gli altri, da Cloris Brosca la popolare “Zinagara” di RaiUno, dal regista spagnolo di corti Gabi Martin e dal regista e attore Luca Cirasola, figlio del funambolico Nico, autore come detto di Focaccia Blues.

Nel 2011 è ancora la Factory di Gino Palladino ad ospitare il Kimera International Film Festival (26-29/5/2011). Torna, anche se solo con un messaggio e mandando il suo montatore Midhat Mujkic ed il suo produttore Samir Smajic, Ahmed Imamovic, con il cupio dissolvi di Belvedere che, non poteva essere altrimenti, fa incetta di ogni premio possibile. Nella giuria, tra gli altri, Tiziana Schiavarelli, vulcanica interprete pugliese, Riccardo Zinna, caratterista partenopeo innamorato del Molise e Guglielmo Favilla altra metà dei Licaoni.

Nel 2012 un raro esempio di amministratore illuminato ospita il Kimera International Film Festival e la sua decima edizione (23-26/5/2012). Si tratta del sindaco di Sepino Filomena Zeoli. Il Festival si svolge all’interno della caratteristica location del teatro Santo Stefano, una vecchia chiesa riadibita a cinema/teatro. Tra gli ospiti spicca il regista tedesco Ben Von Grafenstein, che raccoglierà diversi premi con Kasimir und Karoline, così come Diablo di Nicanor Loreti mentre resterà all’asciutto Catastroika documentario greco al sapore di indignazione anticapitalista (seguito ideale del cult Debtocracy).

Anno 2013, il Festival approda a Termoli. L’edizione forse migliore per quello che riguarda i lungometraggi e come sempre di ottimo livello per i corti soffre venti tremendi di crisi. Per la prima volta nessun sostegno publico locale aiuta la manifestazione. Tutto va avanti grazie al contributo ministeriale e qualche minimo sponsor. La manifestazione offre poco glamour, ma del resto la sua linea è sempre stata “precedenza ai film“. La casa della kermesse è il cinema Sant’Antonio, storica sala parrocchiale del centro cittadino. Altra peculiarità, il Festival chiude di venerdì a causa di una miope gestione dell’evento da parte dei padroni di casa. In pratica si butta via un sabato che sarebbe stato invece decisamente più proficuo. Spiccano le qualificate presenze di Angelo Fabrizio, Mariangela Sansone e Alberto Farina in giuria, affiancate al preside Antonio Franzese, all’artista Nino Barone e al professore universitario Rossano Pazzagli. Tra gli ospiti il re degli sceneggiatori Dardano Sacchetti accosta, per la seconda volta, il suo prestigioso nome a quello del KIFF. I premi vedono protagoniste tre nazioni: Spagna, Slovenia e Israele. Per la nazione mediorentale si tratta della prima vittoria al Kimera, con il documentario One Day After Peace, diretto dai coniugi Erez e Miri Laufer. Il corto più bello è invece il tarkovskiano Second Wind, poetica post nucleare diretta da Sergey Tsyss.

E il futuro? Come noto, è storia…..